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Intolleranza Alimentare, Sintomi e i Test da Fare

Le intolleranze alimentari, soprattutto durante il corso di questi ultimi anni, hanno assunto caratteri sempre più rilevanti all’interno della popolazione riscontrando diverse casistiche e differenti tipologie di intolleranza.

Per intolleranza alimentare si intende una specifica difficoltà nel digerire determinati alimenti causanti disturbi, dolori e gonfiori a livello dello stomaco immediatamente dopo l’assunzione, oppure a distanza di poche ore.

Comprendere l’effettivo numero delle persone affette da intolleranze alimentari non si rivela un’operazione semplice poiché, molto spesso, i sintomi tendono a comparire come un disturbo celante in realtà altre motivazioni mediche.

Attraverso questo articolo ci occuperemo di analizzare tutti i sintomi, i test diagnostici e le terapie possibili a seconda delle diverse intolleranze alimentari.

Sintomi di una Intolleranza Alimentare

In presenza di un’intolleranza alimentare il corredo sintomatico comparirà immediatamente a seguito dell’assunzione dei cibi responsabili oppure a distanza di poche ore, con difficoltà digestive responsabili dello stato di malessere avvertito dal soggetto.

I sintomi avvertiti in caso di intolleranza alimentare sono: dolore addominale, gonfiore addominale, difficoltà nei processi digestivi, prurito, eruzioni cutanee, nausea, flatulenza, dissenteria o stipsi, ecc.

La presenza dei sintomi non si dimostra tuttavia sufficiente per elaborare una diagnosi di intolleranza in rapporto delle possibili motivazioni con diverse altre patologie gastrointestinali. Effettuare test specifici risulta particolarmente difficile a livello scientifico, fatta eccezione per i test celiaci e di intolleranza al lattosio.

Test da Fare e Diagnosi

Per rilevare la presenza di un’intolleranza alimentare non esistono test specifici o esami clinici, ma in presenza dei sintomi sopra elencati si potrà procedere attraverso due metodiche.

La prima riguarda l’efficacia di tenere un diario alimentare sul quale annotare tutti gli alimenti consumati, gli eventuali sintomi e la descrizione degli stessi, correlati delle tempistiche di manifestazione.

Il metodo migliore per valutare i sintomi di una possibile intolleranza alimentare consiste nell’eliminazione dell’alimento specifico onde valutare la scomparsa dei disturbi attraverso una dieta priva. A seguito di un periodo di eliminazione dell’alimento compreso tra le 3 e le 6 settimane si potrà procedere alla reintroduzione del cibo specifico per stabilire la possibile ricomparsa dei sintomi.

Tale prova autonoma dovrà essere supportata dal consiglio del proprio medico curante, evitando di correre il rischio di carenze alimentari specifiche e potenzialmente pericolose. Nei confronti del soggetto bambino dovrà essere valutato il parere del proprio medico pediatra, intervenendo in presenza di una terapia programmata dallo stesso.

I test che possono essere effettuati comprendono esami citotossici e bioenergetici. In alcuni casi le origini dei malesseri potrebbero ricondursi a sindrome del colon irritabile, ansia, stati di stress, celiachia, intolleranza al lattosio, patologie infiammatorie intestinali, allergia alimentare.

Un’intolleranza alimentare non coinvolgerà il sistema immunitario, come invece avviene per le allergie alimentari, provocando sintomi con un corredo d’azione generalmente lento, provocando reazioni in presenza di quantità di assunzione ragionevoli e un corredo asintomatico in presenza di tracce dell’alimento, sviluppandosi anche in presenza di più alimenti diversi.

Le cause dell’intolleranza alimentare non sono sempre note a livello medico, ma l’unico rimedio effettivo sarà eliminare l’alimento o gli alimenti dal consumo giornaliero dietetico, optando per delle sostituzioni a livello di nutrienti.