Salvia: proprietà, uso, valori nutrizionali

La pianta della salvia si presenta in modeste dimensioni, chiamata con il suo nome scientifico Salvia officinalis L., una tipologia di pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Il suo nome trae origine dalla parola latina “salvus” a significare salvare, sicuro, bene, sano.



La sua denominazione antica indica specifici effetti curativi e medicinali della pianta della salvia, reali o supposte. Le dimensioni della salvia variano da 2 a 4 dm, per un massimo di 60 centimetri di altezza, per una forma biologica definita camefita suffruticosa, ossia una pianta perenne e legnosa alla base, con la presenza da 2 a 30 centimetri delle gemme svernanti.

L’intera pianta della salvia si presenta grigio-tomentosa e particolarmente aromatica, con radici robuste, sotto forma di un arbusto sempreverde nelle zone a clima più caldo. Le foglie cauline della salvia contengono vari principi amari, acidi fenolici, flavonoidi e un olio essenziale caratterizzato dalla presenza di borneolo, linalolo, beta-terpineolo, beta-cariofillene, tujone e cineolo. La funzione estrogenica della salvia è detenuta dal suo contenuto di flavonoidi quali cirsimaritina, ispidulina, luteolina, salvigenina e genkwanina.

 

SALVIA: PROPRIETA’ BENEFICHE E VALORI NUTRIZIONALI

Le proprietà benefiche della salvia vengono spesso impiegate contro i sintomi mestruali femminili e contro la menopausa, contrastando efficacemente le classiche vampate di calore in quest’ultimo caso. In caso di amenorrea la salvia interviene favorendo il flusso sanguigno, stimolando il sistema ormonale.

La sua azione stimola l’apparato muscolare della mucosa liscia, regolarizzando i processi gastrointestinali, attraverso un’azione antispasmodica particolarmente utile contro l’intestino irritabile, dolori mestruali e disturbi dell’apparato digerente.



La salvia stimola anche un’azione diuretica e antinfiammatoria, promossa dalla presenza di acido carnosico e i triterpeni come acido 3-idrossi-ursolico, amirina, betulina e acido crategolico. La salvia risulta quindi ideale per combattere la ritenzione idrica, l’emicrania, gli edemi e i reumatismi.

In presenza di catarro si possono invece assumere dei preparati a base di salvia come tisane, decotti e infusi, grazie all’azione balsamica e antisettica, anche in caso di febbre, tosse, mal di gola e disturbi respiratori dovuti allo stato di congestione.

La salvia, assunta sotto forma di infuso a stomaco vuoto, contrasta persino i livelli di glicemia nel sangue, rivelandosi particolarmente efficace contro la patologia del diabete. Dal punto di vista dei valori nutrizionali la salvia possiede circa 315 calorie, suddivise in:

  • Proteine 10,63 g
  • Carboidrati 60,73 grammi
  • Zuccheri 1,71 grammi
  • Grassi 12,7 grammi
  • Colesterolo 0 milligrammi
  • Fibra alimentare 40,3 grammi
  • Sodio 11 milligrammi

La salvia è ampiamente utilizzata sin dall’antichità, sfruttata da diverse popolazioni. La tradizione cinese attribuiva alla pianta il potere della “longevità” al punto che nel XVII secolo un cesto di foglie di salvia veniva normalmente scambiato con tre cesti di foglie di tè considerate inferiori.

Nel Medioevo il suo impiego veniva sfruttato soprattutto come cicatrizzante per le ferite, mentre i romani consideravano la pianta come sacra. La popolazione dei Galli credeva in un potere della salvia assoluto, in grado di curare qualsiasi malanno, di resuscitare i morti attraverso le preparazioni dei riti magici.