Farina di Carrube: proprietà, valori nutrizionali e come usarla

L’albero del carrubo deriva dal “kharrub” l’esatta terminologia impiegata per descriverlo. Possiede vitalità secolari, sempreverde, capace di raggiungere alte dimensioni, dai 10 ai 12 metri circa d’altezza. Il diametro della chioma supera il decade e i suoi frutti, detti mandorle, nascono durante il periodo primaverile, maturando verso agosto e settembre.



In origine l’albero, dal quale si ricava la farina di carrube, nasce come pianta spontanea su terre orientali del bacino Mediterraneo. I greci iniziarono la sua coltivazione tramandandola nell’Isola della Sicilia, ma secondo alcuni il merito sarebbe stato della popolazione fenicia. La sua esportazione al Marocco e alla Spagna si deve invece agli arabi.

Molte leggende associano le dimensioni di questo albero all’imponenza dei tesori che si celano sotto le sue radici.

La sua coltivazione è attualmente diffusa nei territori della Spagna meridionale, Portogallo, coste settentrionali africane, Libano e Italia. In molte zone cresce rigogliosa rappresentando la maggior parte della macchia vegetativa.

Le parti più utilizzate della painta sono la polpa, dalla quale si possono ottenre dei mangimi composti e i semi. Da essi nasce la famosa farina di carrube conosciuta in tutto il mondo. A lungo studiata ed analizzata risulta essere il sostitutivo del cacao per eccellenza. Il suo impiego è apprezzato per il contenuto ridotto di grassi e zuccheri, per il suo gusto piacevole e la totale assenza di teobromina.

 

PROPRIETA’ DELLA FARINA DI CARRUBE

I bacelli del carrube raggiungono i 12/20 centimetri di lunghezza, coriacei di forma appiattita. Inizialmente si presentano in un colore verdastro, per divenire sempre più bruno durante la fase di maturazione. I semi sono duri e di colore rossastro invece e rappresentano la parte commestibile del frutto.



Nutrizionalmente la farina di carrube viene associata atipicamente alla famigia dei legumi, ma con un contenuto calorico decisamente più basso rispetto ad essi. Presenta un minore contenuto non solo di grassi e zuccheri, ma anche di carboidrati e proteine ed è priva di colesterolo.

Notevoli sono le sue proprietà di fibre e sali minerali, come ferro, potassio, magnese, calcio, vitamine A, B, E.

Il bacello presenta un alto contenuto di proprietà polifenoliche, dotate di capacità contro i radicali liberi, patologie cardiovascolari e nepolastiche. Per tale motivo la destinazione della farina di carrube è consigliata all’utilizzo umano, come viene impiegata nella fabbricazione dei mangimi animali.

 

UTILIZZO DELLA FARINA DI CARRUBE

La lavorazione della farina di carrube è impiegata anche per diversi tipi di preparazioni, fra le quali i decotti, gli infusi e sciroppi.

La sua polpa, consumata fresca, ricorda il sapore dolciastro del cacao e conserva una leggera funzione lassativa. A differenza del cacao non presenta reazioni psicoattive ed è utilizzata da chi soffre di allergie, intolleranze e ipersensibilità.

Inoltre risulta priva di glutine e adatta ai celiaci.

Nelle lavorazioni dolciarie è impiegata al posto dello zucchero e del cacao, mentre durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale la farina di carrube è stata utilizzata per pasta, pane, bevande calde al posto del caffé.

La farina di carrube viene impiegata anche nella produzione di caramelle disinfettanti per la gola e miele contro la raucedine.

Amalgamata ai grassi insaturi diviene “carcao”, ovvero un prodotto del tutto simile al cioccolato per consistenza e sapore.