Febbre Suina, Influenza A: Sintomi, Diagnosi, Trattamenti

La febbre suina indica una tipologia di influenza derivante nello specifico dai suini. La febbre suina si riferisce alla derivazione del ceppo H1N1, risultando di difficile trasmissione all’uomo ma non del tutto impossibile. Nel corso degli anni si è assistito difatti a cause di contagio umano con conseguenti decessi dettati soprattutto dalla presenza di ulteriori disturbi e patologie invalidanti, compresa la pandemia esplosa nel 2009 per la quale sono stati tirati in ballo all’incirca 80 paesi in tutto il mondo.



Attraverso questo nuovo articolo guidato ci occuperemo di approfondire tutte le caratteristiche associate alla febbre suina, soffermandoci in particolar modo sulla maggior parte dei sintomi, sulle diagnosi mediche e sui possibili trattamenti a contrasto del virus.

Febbre Suina, Influenza A: tutto quello che occorre sapere

La febbre suina viene identificata come un contagio endemico di Orthomyxovirus nei suini, classificata come tipologia influenzale A, di difficile trasmissione all’uomo. Nonostante la difficoltà di una trasmissione umana la febbre suina può essere contratta sulla scia di un aggravamento dei sintomi soprattutto in presenza di ulteriori patologie o disturbi di salute.

L’influenza suina è stata etichettata nella maggior parte sotto un rischio standard dato dalla classica contrazione del virus della febbre, mentre il vero rischio consiste nella mutazione in grado di provocare un aumento della mortalità e della severità dei sintomi. La febbre suina viene contratta di raro tramite l’assunzione di carne infetta poiché a temperature di cottura superiori ai 70 gradi il rischio risulta azzerarsi.



Il contagio da febbre suina avviene generalmente sotto le medesime modalità di contatto per vie aeree come un’influenza comune, sotto un potenziale rischio maggiore per le donne in stato di gravidanza e i soggetti affetti da altre patologie come nel caso degli anziani. Tuttavia la vaccinazione influenzale assicura una protezione anche dalla febbre suina, come spiegato dai diversi medici esperti in questi ultimi giorni.

Tra la maggior parte dei sintomi dati dalla febbre suina si registrano: febbre elevata al di sopra dei 38 gradi, stato di malessere generale, decongestione nasale, stanchezza eccessiva, sudorazione eccessiva, mal di testa, dolori muscolari, dolori articolari, brividi, dissenteria e ulteriori sintomi legati agli stati influenzali comuni.

Nella maggior parte dei casi le diagnosi non prevedono la necessità di assumere una terapia farmacologia a supporto, limitandosi all’assunzione di liquidi e ad un periodo di degenza e riposo, all’incirca di 4 giorni a letto. In casi specifici il medico curante potrà stabilire una terapia a base di antibiotici, mentre i soggetti al di sotto dei 18 anni potranno assumere l paracetamolo, ad esempio Tachipirina, oppure l’ibuprofene, ad esempio Moment.

In caso di riduzione della produzione di urina, assenza di lacrime nei bambini, gravi difficoltà respiratorie, convulsioni, dolore toracico, svenimento, colorito blu o violaceo delle labbra, vomito persistente, vertigini e disidratazione grave ci si dovrà rivolgere al pronto soccorso onde evitare drastici peggioramenti e conseguenze mortali.

Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la febbre suina risulta resistente all’amatadina e alla rimantidina e sensibile invece all’Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), senza risultare sensibile al resto dei farmaci. Le linee guida per l’igiene degli ambienti e dei malati risultano le medesime adottate in caso di influenza comune.