Trauma cranico minore: eventualità, che cosa fare

Nel corso della vita può capitare a tutti di cadere o di sbattere la testa in modo violento ma non eccessivamente grave. In questo caso si parla quindi di trauma cranico minore, provocato da un evento accidentale oppure da un’aggressione fisica nella peggiore delle ipotesi. In presenza di traumi a livello cranico si dovranno valutare attentamente la serie di sintomi annessi, recandosi al pronto soccorso in presenza di ferite aperte o svenimenti.



Nella maggior parte dei casi i traumi cranici minori non rappresentano un rischio per la salute, optando per un comportamento successivo corretto mirato alla guarigione del trauma. Che cosa fare in questi specifici casi? All’interno dei paragrafi successivi ci occuperemo di approfondire ogni approccio corretto nell’eventualità di un trauma cranico leggero senza perdere la calma e la lucidità necessarie.

Trauma cranico: di che cosa si tratta

Il trauma cranico raggruppa qualsiasi evento di natura strettamente traumatica in direzione della nuca, in direzione del distretto cranio-encefalico, causata da una caduta, un incidente stradale, oppure un’aggressione fisica. A livello mondiale si utilizzano specifiche scale di valore al fine di distinguere l’entità del danno causata dai traumi cranici, denominate Glasgow Coma Scale (GCS).

I valori del trauma si basano sulla capacità del soggetto di aprire e chiudere gli occhi, le capacità di risposte verbali e le capacità di risposte a livello motorio. Il trauma cranico minore presenta in questo caso un livello di punteggio pari a GCS di 14 o 15. A seguito di un trauma è importante valutare le condizioni del soggetto decidendo eventualmente di rivolgersi alle strutture di primo soccorso per la valutazione dei danni.



Trauma cranico minore: che cosa fare

Come comportarsi in conseguenza ad un trauma cranico lieve? La risposta potrebbe contenere diverse insidie in riferimento allo stato del soggetto e agli eventuali sintomi evidenziati uniti all’assenza di competenze mediche. Nell’eventualità di un trauma cranico minore si dovranno valutare i fattori di rischio collegati all’età del soggetto, ad eventuali traumi precedenti o patologie, fino alle terapie farmacologiche assunte.

In presenza di un’eventuale perdita di conoscenza si dovrà necessariamente ricorrere alla valutazione dell’anamnesi complessiva medica, escludendo qualsiasi considerazione di natura personale. Alcuni sintomi legati al trauma cranico si dimostrano in grado di presentarsi con un ritardo di diverse ore dall’incidente, richiedendo anche in questo caso un intervento di ospedalizzazione. I sintomi ritardati possono comprendere:

  • cefalea ingravescente
  • diminuzione o incremento della frequenza cardiaca
  • confusione
  • alterazione dell’equilibrio
  • vomito e nausea
  • mancanza di forza e/o riduzione della sensibilità in varie o specifiche parti del corpo
  • convulsioni
  • disturbi della vista
  • giramenti di testa
  • svenimenti
  • alterazione dello stato psichico
  • senso di smarrimento o amnesia
  • difficoltà motoria unita alla difficoltà verbale

I soggetti oltre i 65 anni dovranno sottoporsi ad una visita medica entro 15 giorni dal trauma cranico minore, al fine di poter valutare con assoluta certezza il decorso della guarigione o l’insorgere di sintomi ulteriori. In assenza di fattori di rischio non si renderà necessario l’esame specifico della TAC, applicando del comune ghiaccio sulla parte specifica del trauma, spesso rigonfia in reazione fisiologica dell’organismo al trauma stesso.