La farina è sicuramente uno degli ingredienti principe della cucina italiana se non mondiale. Declinata in differenti tipi e varietà, le farine sono la base di moltissime ricette, costano poco e consentono alle persone, sin dall’antichità, di sfamarsi utilizzando la propria creatività e fantasia in quella che è una vera e propria arte: la cucina.

Nonostante la dizione unica, come anticipato, le farine si dividono per natura e per categoria secondo criteri specifici e destinazioni d’uso: capaci, in ragione della versatilità e dell’aspetto basico, di utilizzo sia per dolci, sia per salati.

Vediamo quanti tipi di farina esistono, la differenza tra la dicitura “0”, “00” (doppio zero), ma anche altri tipi e scopriamo perché alcune farine possono fare male.

 

Tipi di Farina

Come anticipato, esistono differenti tipologie di farine in ragione del fatto che la farina stessa null’altro è che un macinato. Un macinato di semi e cereali che anticamente erano sottoposti alla pressione della macina sospinta dalla forza motrice dell’acqua all’interno del mulino.

Tra i semi e i cereali di diverse qualità che sono utilizzate per creare le farine, ne abbiamo prodotte di ogni genere, ognuna con differenti proprietà nutritive e benefici salutari, nonché possibili problematiche per l’utilizzo (pensiamo alle allergie a componenti vari).

Le farine, dunque, si differenziano come prodotto in base alla provenienza:

Solitamente quando si parla di farina come ingrediente di qualche ricetta, se non diversamente specificato, si intende quest’ultimo cereale, ovvero la farina ricavata dalla macinazione del grano tenero. Questo tipo di alimento lo troviamo sugli scaffali differenziato, spesso e volentieri, in base a utilizzo e correlato alle caratteristiche sulle quali faremo chiarezza nel prossimo paragrafo.

 

Differenza tra Farine 0 e 00

Durante la fase di macinazione, la farina viene scomposta in particolari elementi, a prescindere dalla dinamica strumentale con cui si realizza il processo stesso (industriale o con macina a pietra). Tra questi elementi sminuzzati, uno riveste particolare importanza e determina la differenziazione di processo stesso alla base della differenza sostanziale: la crusca.

A seconda della concentrazione di crusca e dello stato di raffinazione/setacciatura della farina, avremo i differenti tipi e colorazioni conseguentemente diverse:

La “doppio zero” è un ingrediente con molti carboidrati, ma perde, in ragione del processo di raffinazione, molti nutrienti presenti nella “zero”, ovvero:

Oltre alla differenza tra queste due farine, occorre dire che ne esistono altre tipologie molto più rare, ma altrettanto importanti e, soprattutto, indicate per preparazioni più idonee al loro utilizzo specifico. Tra queste, abbiamo:

 

Farina 0 e Celiachia

Purtroppo la farina 0, pur avendo tantissime proprietà e benefici, non è indicata per chi soffre di celiachia perché ricca di glutine. Se le persone che soffrono di questo problema dovessero mangiare preparati prodotti con questo tipo di farina di grano tenero zero, allora incorrerebbero in tutta la sintomatologia associata all’infiammazione del tratto gastro-intestinale dovuto a questa disfunzione alimentare.

La Farina 0 si differenzia dalla 00 proprio in ragione dell’altra concentrazione di glutine, elemento chimico-organico che determina la capacità di quest’ingrediente di legare e definire preparati molto elastici. Mentre, dall’altra parte, la zero zero, ricca di amido, non è indicatissima per chi soffre di diabete in ragione dell’elevata glicemia derivante dal suo utilizzo.