Sale Rosa: proprietà, uso, valori nutrizionali

Il sale rosa, chiamato anche Sale himalayano o sale rosa dell’Himalaya, viene commercializzato con questa terminologia per indicare una varietà della spezia proveniente dal Pakistan. La commercializzazione del sale rosa risale al XXI secolo ad opera di alcune società europee, americane e australiane.



Il sale rosa viene estratto nella miniera salina di Khewra, nonostante il nome ricordi e indichi la catena montuosa relativa al territorio, a circa 300 km dall’Himalaya.

Il sale rosa si presenta in questa tonalità di colore accennata dovuta all’estrazione del salgemma dalla particolare miniera, a causa delle impurezze caratterizzate soprattutto dalla presenza dell’ossido di ferro, mentre il resto delle colorazioni comuni saline varia da un bianco opaco, o semi-opaco, fino alla trasparenza. Un 95-98% della componente del sale rosa è predominata dal cloruro di sodio, che ne sponsorizza e autorizza la vendita in commercio come sale da cucina al pari di quello marino.

Tra le impurità che conferiscono al sale rosa la sua particolare colorazione si trovano: manganese, piombo, cobalto, tellurio, bario, alluminio, rame, zinco, cadmio, nichel. Lo iodio invece risulta del tutto assente, persino sotto forma di tracce, causa principale della mancata commercializzazione nei paesi dell’India, dove sono ammessi soltanto tipologie di sale iodato.

Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che il sale rosa contiene un quantitativo di sostanze chimiche nettamente inferiori rispetto alle ottantaquattro sostanze ampiamente pubblicizzate dal marketing. L’estrazione presso la miniera di sale di Khewra è considerata la seconda miniera salina più grande al mondo, scoperta dall’esercito macedone Alessandro Magno, nel 327 a.C. mentre lo sfruttamento della miniera risale invece all’epoca successiva durante l’impero Mogul.



 

SALE ROSA: PROPRIETA’ BENEFICHE E VALORI NUTRIZIONALI

Il sale rosa viene considerato come uno tra i sali più puri e pregiati al mondo, residuo dell’oceano primordiale prosciugatosi attraverso la formazione della catena montuosa dell’Himalaya. La sua purezza deriva proprio dal sale fossile, all’epoca in cui gli oceani non presentavano alcuna forma di inquinamento.

Il sale marino comune risente per ciò dell’inquinamento dei mari, mentre il sale rosa viene trattato con antiagglomerati chimici onde evitare che subisca un indurimento eccessivo. Al momento della sua estrazione il sale rosa viene solamente sottoposto ad un lavaggio, escludendo ogni forma e processo di raffinazione.

Gli oligoelementi e i sali minerali contenuti all’interno del sale rosa sono caratterizzati dalla presenza di rame, ferro, un basso contenuto di sodio e antiossidanti. Il sale rosa viene facilmente assorbito dall’intestino, utile per regolarizzare gli equilibri dello stesso e per l’eliminazione delle scorie.

A livello energetico il sale rosa non contiene calorie, in comune con il resto della famiglia dei sali. Tra le altre proprietà benefiche si trova un’azione disinfettante contro raffreddore, verruche, congiuntivite, dermatite, oltre alle proprietà di peeling se inutilizzato sulla pelle. La sua azione migliora la circolazione sanguigna e contrasta gli effetti della cellulite.

 

SALE ROSA: UTILIZZO IN CUCINA

Il sale rosa si presta perfettamente come insaporitore ed esaltatore della sapidità dei vari alimenti e preparazioni. Il suo sapore dolciastro permette di esaltare, a fine cottura, zuppe, ma anche insalate verdi, vegetali e secondi piatti, prime portate, focacce e pane, impiegato anche nella preparazione dei prodotti a lunga conservazione.