Plicometria: come calcolare la percentuale di grasso corporeo

Il termine plicometria nasce dalla valutazione del grasso corporeo presente in un dato fisico.



Fra i tanti risulta essere il più specifico, il più economico e conosciuto e si avvale dello strumento di misurazione plicometro. Esso certifica le misure delle pliche cutanee con particolari pinze e una molla calibrata per una pressione costante.

I plicometri medici sono solitamente tarati a 10 g/mm2, per scagionare il margine massimo di errore nella rilevazione dei dati.

La costante si ottiene in millimetri, su una scala lineare o circolare.

Gli strumenti medici professionali sono realizzati in metallo, mentre le versioni più economiche in plastica.

Come Funziona la Plicometria

La funzionalità della plicometria, e il suo scopo, risiede nella corretta misurazione dei pannicoli di massa corporea.

La simulazione dello strumento plicometro elabora così la percentuale di grasso presente nel corpo.

Dall’indice della massa grassa, unito alla differenza del peso corporeo, si otterrà il dato della massa magra invece.

La sua tecnica è assolutamente indolore, non invasiva, poco costosa e veridicamente affidabile.

La plicometria viene comunemente usata in studi dietologici e nutrizionistici, ma anche in ambiti sportivi.

I calcoli però si differenziano da persona a persona in base ad alcune caratteristiche come: età, sesso, etnia.

 

PLICOMETRIA MEDICA

L’esperienza nell’utilizzo del plicometro da parte del medico è fondamentale in questo campo. Questo perché esiste un margine di errore catalogato come base, sempre presente nella tecnica della plicometria.



Generalmente la misurazione delle pliche avviene sul lato sinistro, dove il medico stabilisce l’esatto lembo di pelle da misurare. A questo punto il plicometro viene impugnato con la mano dominante, di solito la destra, mentre con il pollice e l’indice della mano opposta si solleva il pannicolo. Le dita devono rispettare una misura di distanza pari a 8 cm circa, in linea perpendicolare.

Il plicometro viene applicato con un angolo di 90 gradi e la pressione viene rilasciata gradualmente.

La plicometria viene commisurata nel giro di due secondi, con un margine massimo di tre, applicata sulla pelle almeno due volte.

Il rilascio del misuratore stesso avviene con lentezza prima di essere richiuso.

Al termine dell’ultima misurazione potrà essere applicata la media di percentuale. L’operazione sarà considerata nulla nel caso in cui le misurazioni rispettive si differenzino fra esse più del 10%.

 

ERRORI COMUNI DURANTE LA PLIOMETRIA

Se ogni fase di misurazione non avviene rispettando ogni singolo passaggio e la sua tempistica si riscontreranno alcuni classici errori.

I più comuni risiedono nel posizionamento del plicometro da parte del medico operatore.

Altri si differenziano in base allo strumento stesso scelto per la misurazione. Ma ancora essi stessi possono verificarsi a seconda dello spessore cutaneo, del suo livello di idratazione ecc.

Anche la scelta dell’equazione può rilevarsi errata.

Quando la plicometria non è medicamente consigliata? Al termine di un intenso allenamento, in seguito all’esposizione all’acqua per una doccia, dopo una sauna e in tutte le attività che comportano un aumento momentaneo del flusso ematico.

Ma quando è addirittura sconsigliata la plicometria? Questo avviene nei casi gravi di obesità, soprattutto durante la fascia di età che sorpassa i 40. In tali casi il plicometro non si rivela sufficiente e vengono consigliati altri metodi specifici.

Nonostante i margini di errori la plicometria, ad oggi, risulta essere uno dei metodi più affidabili nella misurazione del grasso corporeo.