Otosclerosi: Sintomi, Diagnosi, Trattamenti

Che cosa si intende per Otosclerosi? L’otosclerosi, conosciuta anche sotto la denominazione di otospongiosi, rappresenta un’entità patologica caratterizzata da una forma osteodistrofica della capsula labirintica, sotto un interessamento da parte della nicchia a livello della finestra ovale e conseguente ipomobilità della staffa interessante l’orecchio.



In parole povere l’Otosclerosi riguarda una crescita anomala delle ossa vicine all’orecchio, sotto l’incidenza di 1 soggetto su 10 in modo occasionale, in forma sintomatica su 1 soggetto ogni 250 persone. La patologia tende a dimostrarsi maggiormente frequente in soggetti femminili dai 20 ai 30 anni, manifestandosi raramente dopo i 50 anni. Ma quali sono i sintomi e i trattamenti impiegati in medicina contro l’Otosclerosi?

All’interno di questo nuovo articolo ci occuperemo in modo dettagliato di approfondire tutte le caratteristiche legate all’Otosclerosi, soffermandoci in particolar modo sul corredo sintomatico, le diagnosi mediche e i trattamenti a contrasto del disturbo.

Otosclerosi: tutto quello che occorre sapere

L’otosclerosi rappresenta una patologia interessante le orecchie, manifestandosi sotto una crescita anomala delle ossa in prossimità dell’area. Alla base dell’insorgenza dell’Otosclerosi sono state individuate diverse ipotesi, pur senza poterne individuare una nello specifico. Tra le ipotesi di trovano un’origine virale sotto l’espisizione sensibile alla infezioni data dalla presenza del recettore glicoproteico, nonché dai virus del morbillo.

Un’origine autoimmune riscontrando la presenza di autoanticorpi diretti verso il collagene embrionale di tipo II. Un’origine disendocrina di origine strettamente femminile associata alla pubertà, all’allattamento e alla gravidanza. Un’ipotesi vascolare sotto l’alterazione della struttura vascolare dell’orecchio interno. Un’ipotesi genetica ereditaria presente nel 50% dei casi.



L’Otosclerosi si suddivide inoltre in 3 fasi denominate prima fase della congestione osteoide dove i canali Haversiani si dilatano in conseguenza alla tumefazione delle strutture perivascolari subcapsulari; una seconda fase della spongiosi dove un’intensa attivazione osteoclastica innesca il riassorbimento della strutture ossee; una terza fase della sclerosi in seguito al riassorbimento osteoclastico.

La patologia dell’Otosclerosi risulta nella maggior parte dei casi del tutto asintomatica sotto un peggioramento progressivo, sotto la possibilità di insorgenza di acufeni, mentre le vertigini risultano maggiormente rare. Come diagnosticare a livello medico l’Otosclerosi?

Tra gli esami da condurre il soggetto si dovrà sottoporre alla Timpanometria, all’Esame audiometrico, al  riflesso stapediale. Tra le cause di origine dell’Otosclerosi, oltre alla corrispondenza genetica, si trovano anche cause embriologiche, biochimiche, ormonali. Tra i trattamenti maggiormente adottati a contrasto dell’Otosclerosi si trovano: la Terapia protesica e la Stapedotomia.

In casi piuttosto gravi, sotto complicanze serie, l’Otosclerosi può sfociare in uno stato di sordità. La terapia si dimostra prettamente chirurgica, provvedendo alla rimozione della porzione di staffa comprendente la testa e i due archi, sotto la realizzazione di una protesi specifica in materiali quali teflon, titanio o teflon-platino.

La collocazione della protesi viene posta in continuità con la catena ossiculare, andando a ristabilire l’efficace trasmissione delle onde pressorie. Esistono trattamenti a prevenzione contro l’Otosclerosi? Nell’odierno le uniche alternativi efficaci sono contemplate dall’utilizzo di fluoruro di sodio, dimostrandosi tuttavia non ancora scientificamente provata, motivo per il quale si dovranno prendere in esame i consigli del proprio medico curante, evitando qualsiasi azione e trattamento in completa autonomia, potenzialmente pericoloso per la salute delle orecchie.



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