Otoliti Orecchio: quanto tempo per guarire

L’ otolite che interessa le orecchhie è una minuscola concrezione di ossalato di calcio inglobato in una matrice gelatinosa, contenuta più precisamente nell’endolinfa dell’orecchio interno. Gli spostamenti che interessano le otoliti, essendo particolarmente pesanti, coinvolgono le cellule ciliate che fanno sinapsi con le terminazioni nervose, durante i movimenti della testa, provocando nel soggetto affetto una perdita della sensazione di equilibrio.



La vertigine parossistica posizionale benigna, chiamata  anche in altri modi, ad esempio cupololitiasi (per indicare gli otoliti localizzati sulla cupola) o canalolitiasi (per indicare gli otoliti che si trovano liberi nell’endolinfa, ovvero nella condizione più frequente). Il motivo, ancora del tutto ignoto, del loro distaccamento e della conseguente fluizione nei canali semicicolari, provoca una patologia vertiginosa, appena descritta.

E’ comune riconoscere gli otoliti nel cranio dei pesci, esteticamente simili a dei sassolini di colore bianco, che  servono a garantire l’orientamento in base alle cellule sensoriali su cui appoggiano. In base alle dimensioni degli otoliti si può determinare età e dimensione di un pesce, proprio grazie alla particolare struttura lamellare concentrica con una crescita stagionale, simile agli anelli nel tronco degli alberi.

Frequentemente capita di soffire di lievi forme di vertigine legate al cambiamento di posizione della testa, ovvero la vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB)  cupololitiasi. Il suo scaturire ha breve durata, solitamente qualche secondo, originato da una particolare posizione della testa, come quando ci si alza dal letto, ci si allaccia le scarpe, ci si corica. In questa fase il soggetto manifesta anche un corredo di sintomi quali una sensazione di rovesciamento o sprofondamento, nausea, sudorazione e palpitazioni.



Gli otoliti possono colpire entrambi i sessi, anche se l’incidenza maggiore si ha fra i 25 ed i 60 anni, soprattutto in soggetti femminili, ed anche a distanza di tempo dalla guarione sono possibili casi di ricomparsa delle vertigini.

 

CAUSE DELLE OTOLITI

Le cause del distacco da parte degli otoliti sono diverse:

  • traumatiche,
  • vascolari,
  • farmacologiche,
  • stress,
  • origini infettive,
  • traumi sportivi (salto, corsa, tuffi),
  • traumi della strada (colpo di frusta).

 

TERAPIA FARMACOLOGICA

La cura farmacologica degli otoliti determina una funzione di supporto, spesso utile nel trattamento dei sintomi che accompagnano la VPPB. Tuttavia la cura in grado di porre soluzione al disturbo provocato dalla patologia può essere eseguita soltanto da un otorino. In questa fase il soggetto sarà sdraiato su di un lettino medico, guidato in precisi movimenti sotto il consiglio del medico atti a riportare gli otoliti nella loro posizione d’origine, facendoli uscire dai canali semicircolari.

La stessa manovra deve quindi essere ripetuta a distanza di alcuni giorni dal riposizionamento, al fine di stabilire la guarigione o liberare eventuali otoliti rimasti nei canali semicircolari. In casi rari, oltre alla manovra eseguita dall’otorino, il soggetto dovrà seguire una particolare ginnastica di riabilitazione vestibolare. Tale pratica potrà essere eseguita in maniera casalinga seguendo attentamente le indicazioni rilasciate dal proprio medico otorino, per un tempo di alcuni giorni. Gli esercizi andranno ripetuti sul bordo del letto, al fine di riequilibrare il sistema degli otoliti.

L’uso dei farmaci, ma soprattutto l’abuso degli stessi, senza una corretta ginnastica rallenta il processo di guarigione.

L’intervento chirurgico rappresenta un caso ancora più grave, in caso di inefficacia degli altri metodi.

In seguito alla manovra dell’otorino il soggetto dovrà evitare di sdraiarsi e di tenere l’orecchio il livello della spalla per alcune ore.