Omega 3 fanno Bene o Male

Gli Omega 3 rientrano nella categoria degli acidi grassi essenziali, come gli Omega 6.



Sono rinomati soprattutto per la loro presenza nelle membrane cellulari e per il mantenimento della loro integrità, a volte raggruppati come vitamina F. Gli Omega 3 fanno parte dei polinsaturi, acidi grassi che presentano più di un doppio legame, e proprio la loro catena presenta vari doppi legami interrotti da un gruppo metilene.

Gli acidi grassi degli Omega 3 si suddividino in:

  • acido esadecatrienoico (HTA)
  • acido octadecatrienoico (ALA) acido α-linolenico
  • acido octadecatetraenoico (SDA) acido stearidonico
  • acido eicosatrienoico (ETE)
  • acido eicosatetraenoico (ETA) acido juniperonico
  • acido eicosapentaenoico (EPA) acido timnodonico
  • acido eneicosapentaenoico (HPA)
  • acido docosapentaenoico (DPA) acido clupanodonico
  • acido docosaesaenoico (DHA) acido cervonico
  • acido tetracosapentaenoico
  • acido tetracosaesanoico acido nisinico

L’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, con la collaborazione con l’Istituto Mario Negri, ha posto in esame, nel 1993, un campione di 11.324 pazienti colpiti da infarto miocardico. A quattro anni di sitanza è emerso che i soggetti sottoposti ad Omega 3 presentavano un rischio di ricaduta minore, di ictus e di morte improvvisa minore rispetto ai soggetti privi di trattamento.

Successivamente, nel 2013, grazie ad uno studio reso noto sulla rivista The New England Journal of Medicine (NEJM), ha invece dimostrato come con l’introduzione di Omega-3 non vi siano reali vantaggi sulla mortalità, né sull’ospedalizzazione dovuta agli eventi cardiovascolari. Lo studio si è rivolto a 12.000 pazienti , principalmente donne, non affette da episodi di infarto miocardico o insufficienza cardiaca, con la durata di 5 anni d’esaminazioni in soggetti a rischio di diabete, obesità ed altre patologie.  Tale studio ha trovato ulteriori conferme in un’altra statistica condotta nell’anno 2012.



Riassumendo il tutto gli Omega 3 fanno parte di quei grassi essenziali che l’organismo umano non riesce a sintetizzare in autonima e per tanto necessita di introdurli attraverso la dieta.

Non vi sono prove e documentazioni certe riguardo all’introduzione ideale di Omega 3 nella dieta, ma sembra che un rapporto consigliato equivalga a una proporzione di  1:1 Omega 3 e 4:1 di Omega 6.

Gli Omega 3 trovano efficacia all’interno del regime alimentare di un soggetto in cui la proporzione di Omega 6 viene reputata considerevolmente alta. In tal caso un bilanciamento di Omega 3 andrebbe dunque ad apportare benefici all’organismo, mentre nel caso di una dieta vegana o, ad alto consumo di frutta e verdura fresca non processata da cotture e alterazioni, esiste la possibilità di un’introduzione di Omega 3 naturali senza il bisogno di integratori.

La massiva reclamizzazione dei prodotti integranti di Omega 3 omette questo fatto, ovvero la possibilità di seguire una dieta sana e bilanciata, con l’introduzione naturali di tali componenti.

 

INTEGRATORI OMEGA 3

L’uso degli integratori, soprattutto durante gli ultimi anni, ha visto accrescere un cosumo e una produzione di pillole e pasticche che promettono risultati miracolosi, riparatori dei danni causati al nostro corpo attraverso un’alimentazione sregolata. L’organimso umano funziona per omeostasi, ovvero tramite un’armonizzazione di tutti i componenti di cui necessita, introducibili semplicemente seguendo un’alimentazione corretta.

A fronte degli studi condotti non vi sono ad oggi certezze sui benefici cardiovascolari apportati con certezza dagli Omega 3, ma quel che è certo è che attraverso una giusta introduzione alimentare di tale componente il corpo può muoversi in equilibrio assieme al resto dei nutrienti, andando così a prevenire l’insorgenza di particolari disturbi.