Nono Mese di Gravidanza: cosa fare e come prepararsi al parto

Nono Mese di Gravidanza cosa fare e come prepararsi al parto

Il nono e ultimo mese di gravidanza rappresenta il periodo più delicato in assoluto dell’intera gestazione proprio in relazione all’evento del parto. In questa fase il nascituro continuerà a sviluppare e ad aumentare di peso fino al momento esatto del parto, mentre l’utero subirà l’ultima fase di espansione.



Al nono mese di gravidanza l’utero raggiungerà le dimensioni tra i 36 e i 40 centimetri circa a partire dalla sinfisi pubica, ossia la giuntura tra le ossa del pube, in direzione della sua estremità superiore. Allo stesso modo, partendo da una misurazione a livello dell’ombelico invece si potranno contare circa 10-20 centimetri di espansione.

Il nascituro, in questa ultima fase di crescita, non avrà più molto spazio a disposizione per compiere movimenti e si preparerà ad assumere quella del parto.

Nono Mese di Gravidanza: tutto quello che occorre sapere

Durante l’ultimo mese di gravidanza il corpo femminile subirà gli ultimi cambiamenti insieme alla crescita finale del bambino che si preparerà all’evento del parto. La pelle dell’addome risulterà per ciò particolarmente tesa e sporgente in correlazione all’espansione dell’utero sopra descritta.

A causa della tensione provocata dalla pelle tesa la gestante potrebbe avvertire un fastidio a livello cutaneo dettato proprio dal termine della gravidanza. In questa fase ogni movimento del nascituro all’interno del pancione potrà facilmente essere avvertita anche dall’esterno sia visivamente che al tatto. Alcune parti del corpo del nascituro come mani, piedi, braccia e testa potrebbero sporgere in direzione del pancione come spesso accade.



Un sintomo successivo riguarderà anche il seno che, in direzione del nono mese, avrà assunto un aumento finale delle sue proporzioni preparandosi alla comparsa del latte in direzione del parto. In questo periodo la gestante potrà accusare delle perdite di colostro dai capezzoli, ovvero il liquido giallastro e denso, che servirà al nascituro come primo vero pasto dopo la sua venuta al mondo.

Nei giorni successi al parto il colostro tenderà a cambiare la sua intensità di colore fino alla comparsa della montata lattea. La stessa sarà caratterizzata da un latte più nutriente ma povero di grassi, con una maggiore fonte di vitamine, sali minerali e proteine nonché preziosi anticorpi fondamentali per le difese immunitarie del neonato assenti al momento della nascita.

In direzione del parto compariranno anche le cosiddette false contrazioni, denominate anche “Braxton-Hicks”, dovute all’indurimento della pancia in relazione all’espansione dell’utero. Le false contrazioni aiuteranno l’organismo della gestante a prepararsi al momento del travaglio e del parto.

Le false contrazioni consentiranno di modificare anche il collo dell’utero, normalmente chiuso durante la gravidanza, intensificando la propria frequenza fino al momento del travaglio. Le false contrazioni potranno essere alleviate camminando, oppure cercando di trovare una posizione più comoda.

A tutte le ultime fasi di modificazione da parte del corpo si aggiungeranno anche le preoccupazioni psicologiche rivolte al travaglio, al momento del parto e alla successiva nascita del bambino. In corrispondenza di alcune paure, come il livello di soglia del dolore, potrebbe rivelarsi utile discutere della possibilità di sfruttare le tecniche per un travaglio indolore insieme al proprio ginecologo, valutando attentamente tutte le possibilità.

Allo stesso modo anche la frequentazione di un corso pre-parto potrebbe rivelarsi fondamentale per apprendere tutte le tecniche di respirazione e spinta.



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