Malattia infiammatoria pelvica: Sintomi, Diagnosi, Trattamenti

Che cosa si intende per Malattia infiammatoria pelvica? La Malattia infiammatoria pelvica consiste in un’infezione a carico dell’apparato genitale femminile, denominata anche Pelvic Inflammatory Disease – PID, strettamente causata dalla risalita di batteri dalla vagina agli organi interni come l’utero, le tube di Falloppio, il peritoneo.



La malattia infiammatoria pelvica si presenta spesso del tutto priva di sintomi iniziali rendendo più difficoltosa la diagnosi. Il corredo sintomatico integra un fastidio a livello addominale, perdite vaginali, dolore durante i rapporti sessuali, minzione frequente accompagnata da bruciori, stati febbricitanti, ciclo mestruale irregolare.

Attraverso questo nuovo articolo guidato ci occuperemo di approfondire tutte le caratteristiche legate alla Malattia infiammatoria pelvica, soffermandoci in particolar modo sulla manifestazione dei sintomi, sulla diagnosi corretta e sugli eventuali trattamenti a contrasto del disturbo.

Malattia infiammatoria pelvica: tutto quello che occorre sapere

La Malattia infiammatoria pelvica comprende un’infezione rapportata all’organo genitale femminile la quale, in caso di mancati trattamenti, può arrivare a sfociare in patologie più serie quali infertilità, cancro, dolore pelvico cronico e gravidanza ectopica. Nella maggior parte dei casi il disturbo può manifestarsi anche in assenza di sintomi evidenti, sotto una diagnosi difficoltosa del disturbo.

L’infezione viene causata dalla diffusione dei batteri nella vagina e nella cervice, nel 90% dei casi a responsabilità di  Chlamydia trachomatis o Neisseria gonorrhoeae, coinvolgendo spesso diversi batteri responsabili. Nel 10% dei casi l’infezione data dalla Malattia infiammatoria pelvica proviene dalle mancate terapie a contrasto della clamidia. mentre un 40% da un’infezione gonorrea.



Ma quali risultano essere i fattori di rischio? Nella maggior parte dei casi essi si ricollegano alle infezioni sessualmente trasmesse, nonché all’utilizzo di sostanze stupefacenti, comprese anche le lavande vaginali eccessive. La malattia può manifestarsi in tutte le donne sotto età fertile, sfociando soprattutto in dolori verso il basso addome di media o grave intensità a seconda dei casi.

In presenza di sintomi quali dolore addominale, perdite vaginali, dolore durante i rapporti sessuali, minzione frequente accompagnata da bruciori, stati febbricitanti e  ciclo mestruale irregolare si dovrà ricorrere ad una visita ginecologica, accompagnata da un’ecografia.

Alla base della prevenzione si trova uno stile di vita sano ed equilibrato, evitando l’assunzione di sostanze stupefacenti, l’eccesso di lavande vaginali, integrando l’utilizzo del preservativo durante i rapporti sessuali. In presenza di sintomi moderati legati alla Malattia infiammatoria pelvica si potrà optare per un’iniezione dell’antibiotico ceftriaxone, comprese due settimane di somministrazione a base di doxiciclina, nonché eventuale metronidazolo per via orale.

In assenza di un miglioramento dalla condizione dei sintomi si dovrà provvedere alla somministrazione di terapie farmacologiche per via endovenosa. Tra i batteri coinvolti nell’infezione data dalla Malattia infiammatoria pelvica si trovano: Chlamydia trachomatis, Neisseria gonorrhoeae, Prevotella spp., Streptococcus pyogenes, Prevotella bivia, Prevotella disiens, Bacteroides spp, Peptostreptococcus asaccharolyticus, Peptostreptococcus anaerobius, Gardnerella vaginalis, Escherichia coli, Streptococco del gruppo B, Streptococco alfa-emolitico, Stafilococco coagulasi negativi, Atopobium vaginae, Acinetobacter spp., Dialister spp, Fusobacterium, gonidiaformans, Gemella spp, Leptotrichia spp, Mogibacterium spp, Porphyromonas spp, Propionibacterium acnes, Sphingomonas spp, Veillonella spp, Mycoplasma genitalium, Mycoplasma hominis e Ureaplasma spp.

Alla base di qualsiasi trattamento contro la Malattia infiammatoria pelvica si trova un’accurata anamnesi formulata dal proprio medico ginecologo.