L’acqua del rubinetto: amica o nemica della pelle sensibile?

L’acqua del rubinetto amica o nemica della pelle sensibile

Attorno alle proprietà dell’acqua potabile del rubinetto casalingo si sono aperte diverse polemiche tutt’oggi in corso, riferite in particolar modo ai possibili effetti nocivi per la salute dell’organismo, compreso l’aspetto delle pelli più sensibili.



L’acqua del rubinetto appare sicuramente maggiormente sostenibile a livello ambientale, rispetto alle bottiglie reperibili sul commercio e alla plastica utilizzata, accumulata come rifiuti in un rapporto pari a circa 150 mila tonnellate ai danni dell’ecosistema.

Optando per un utilizzo dell’acqua potabile dal proprio rubinetto di casa si assiste ad una sostanziale riduzione dei consumi da parte delle singole unità famigliari, registrate intorno agli 11 chilogrammi di plastica in meno ogni anno e una riduzione di CO2 pari a 24 chilogrammi.

Stando alle dichiarazioni ufficiali rilasciate dall’Asl l’acqua del rubinetto presenterebbe una qualità pari, se non superiore, alle classiche confezioni di acquisto presenti sul mercato, comportando anche una riduzione della spesa relativa agli acquisti durante il corso dell’anno.

Secondo diversi pareri medici tuttavia, compreso quello del dermatologo Michel Le Maître, l’utilizzo dell’acqua del rubinetto dovrebbe preferibilmente sottostare ad alcuni accorgimenti individuali.

L’acqua potabile del rubinetto dovrebbe quindi rispettare le esigenze della cute in correlazione al film idrolipidico a funzione di barriera protettrice sulla pelle stessa, prestando attenzione agli eventuali stati di arrossamento provocati dalla presenza del cloro.

Le differenze tra l’acqua del rubinetto e quella confezionata consistono principalmente in una diversa formulazione organolettico e nutrizionale, mentre le bottiglie di plastica più consigliate in commercio suggeriscono una scelta di acque più leggere, soffermandosi sull’importanza delle etichette.



Allo stesso tempo l’acqua del rubinetto contribuisce a rinfrescare lo stato della cute, incrementandone la luminosità, sotto un impiego responsabile.

Attraverso questo nuovo articolo ci occuperemo di approfondire tutte le correlazioni tra l’acqua potabile del rubinetto di casa e gli effetti in direzione delle pelli più sensibili, soffermandoci sui pareri medici e sui consigli di un’esposizione responsabile.

Acqua del Rubinetto: pro e contro per la salute della pelle

L’acqua del rubinetto di casa risulta spesso oggetti di controversie e diatribe pubbliche, mentre per i soggetti residenti in zone montane lo stato della stessa appare sicuramente più puro rispetto agli acquedotti cittadini.

La soluzione ideale, sia per un utilizzo interno che per un impiego esterno sulla pelle, rimane quello di provvedere all’installazione di un buon filtro depurativo a difesa del cloro e del calcare presente nell’acqua del rubinetto, provvedendo ad una specifica misurazione dello stato di durezza della stessa.

I dermatologi consigliano inoltre una pulizia e un’igiene della pelle sensibile almeno due volte al giorno, provvedendo a soluzioni come acqua micellare priva di risciacquo, andando a limitare l’impiego dell’acqua del rubinetto, seppur senza escluderla del tutto.

La pelle sensibile necessita di una corretta forma di idratazione e igiene al mattino e preferibilmente la sera prima di coricarsi, suggerendo l’abbinamento di un tonico per eliminare i residui del make up femminile.

Sotto l’impiego di un filtro per il rubinetto casalingo l’acqua potrà essere utilizzata in completa sicurezza per lo stato della cute, risultando ideale per il mantenimento della luminosità, lo stato di tonicità e compattezza della texture.



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