Influenza: tutti i miti di contagio da sfatare

L’influenza si caratterizza attraverso il decorso di una malattia infettiva a responsabilità di un virus, nota soprattutto come un contagio stagionale con l’arrivo dell’inverno e gli sbalzi di temperatura.



Generalmente l’influenza viene associata al virus a RNA della famiglia degli Orthomyxoviridae, sfociando in sintomi differenti a seconda dell’entità del contagio, da lievi ai più critici provocando il decesso in pazienti ad alto rischio.

Tra i sintomi più comuni legati agli stati influenzali si trovano naso chiuso, difficoltà respiratorie, febbre, faringodinia, rinorrea, dolori più o meno invalidanti ai muscoli e alle articolazioni, tosse, inappetenza, cefalea, spossatezza generale.

Il corredo sintomatico tende a comparire a circa due giorni dal contagio, sotto la possibilità di essere trasmesso a terze persone. Ma quali sono i miti di sfatare all’interno del rischio di un effettivo contagio in presenza di un aggetto influenzato?

Attraverso questo nuovo articolo specifico ci occuperemo di approfondire tutte le caratteristiche legate al virus dell’influenza, soffermandoci in particolar modo sui sintomi, la prevenzione, le cure, nonché sul rischio effettivo di contagio.

Virus Influenzale: tutto quello che occorre sapere compresi i ‘miti’ da sfatare

Lo stato influenzale comprende diversi sintomi, sopra elencati, arrivando ad uno stato di malessere generale in abbinamento anche a nausea, vomito, disidratazione, dissenteria, difficoltà nell’assunzione di alimenti solidi.

Molto spesso, la maggior parte delle reazioni comuni, tende a sopravvalutare il rischio dato dal contagio delle malattie trasmissibili, scatenando vere e proprie ‘psicosi sociali’.

Il timore di un contagio ai dimostra spesso responsabile di disagi psicologici ancor prima che fisici, mentre seguire le prassi indicate a livello medico contro il virus influenzale risulta sicuramente fondamentale in caso di famigliari affetti da influenza.



Quali sono dunque i miti più comuni da sfatare a riguardo di influenza e raffreddore? Alla base delle false credenze si trova soprattutto una serie di luoghi comuni, primo tra questi, l’ipotesi di essere contagiato dal virus in presenza dei capelli bagnati durante la stagione invernale.

Gli studi medici hanno evidenziato la possibilità di contagio indipendentemente dall’asciugatura dei capelli, seppur venga espressamente consigliata l’asciugatura totale degli stessi in presenza di basse temperature.

Altro mito da sfatare risulta essere la correlazione tra i vaccini influenzali e il successivo contagio in quanto risulta a tutti gli effetti impossibile sviluppare l’influenza dal vaccino antinfluenzale. Il corredo sintomatico influenzale varia inoltre da soggetto a soggetto, rendendo infondata la credenza sull’assenza del virus in mancanza di vomito.

Cercare di forzare l’alimentazione durante la convalescenza risulta a tutti gli effetti controproducente, preoccupandosi di integrare soprattutto liquidi piuttosto che cibi solidi, preservando l’idratazione dell’organismo.

Nonostante gli effetti positivi del brodo di pollo in relazione agli stati influenzale ulteriori ricerche hanno dimostrato un’assenza di basi scientifiche sicure in rapporto ai rimedi naturali contro il virus influenzale.

Assumere un dosaggio eccessivo di Vitamina C durante il contagio influenzale non apporta alcun miglioramento alle condizioni di salute, escludendo la garanzia di una guarigione più rapida, in stretta correlazione anche per quanto riguarda l’assunzione eccessiva di zinco.

I soggetti affetti dal virus influenzale possono rimanere contagiosi per settimane, motivo per il quale viene espressamente consigliato un lavaggio accurato delle mani e delle superfici casalinghe, ricorrendo all’assunzione di medicinali sotto espresso parere e prescrizione del proprio medico curante.