Gli schemi neurali caratteristici della coscienza

Nel corso degli ultimi anni gli scienziati si sono concentrati sugli studi approfonditi in campo neurologico cercando di associare gli schemi neurali alle caratteristiche della coscienza. Un team internazionale si è riunito per cercare di trovare le risposte ad una delle domande più irrisolte di sempre.



Quale aspetto assume la coscienza all’interno del cervello umano? All’interno di questo nuovo articolo ci occuperemo di approfondire tutto ciò che riguarda le ultime scoperte scientifiche messe a punto da un team internazionale di esperti, soffermandoci in particolar modo sui nessi tra gli schemi neurali caratteristici della coscienza umana.

La relazione tra gli schemi neurali e le caratteristiche della coscienza

In presenza di una lesione celebrale di grave entità risulta spesso difficile stabilire il grado di coscienza di un paziente, in relazione all’assenza di risposte agli stimoli esterni, oppure di risposte limitate, rispetto ai soggetti medicalmente sani. La coscienza in campo scientifico rappresenta ancora uno degli argomenti più spinosi e meno trattati in campo scientifico, analizzata soprattutto dal punto di vista psicologico in relazione alle diverse esperienze accumulate nel corso della propria esistenza, unite ai rapporti e alle influenze interpersonali.

Gli schemi neurali caratteristici della coscienza si sono dimostrati assenti durante il momento del sonno privo di sogni ricordati al momento del risveglio, ma anche sotto l’effetto dell’anestesia generale. I maggiori esponenti neuroscienziati moderni si sono riuniti cercando di ampliare la rete di conoscenza a riguardo degli schemi neurali caratteristici della coscienza. Il nuovo studio realizzato, pubblicato all’interno di Science Advances, ha permesso al team internazionale di concentrarsi sui molteplici dettagli analizzati, pur non riuscendo ad integrare le risposte definitive necessarie.



Le ricerche si sono concentrate sulle immagini cerebrali al fine di poter ipotizzare lo stato di coscienza di un soggetto in coma per determinarne gli schemi neurali. Un team di ricercatori di Francia, Belgio, Regno Unito, USA e Canada ha sottoposto 159 persone all’esame della risonanza magnetica funzionale (fMRI), suddividendo i risultati all’interno di quattro differenti centri ospedalieri. Lo studio ha previsto una sperimentazione da svegli, in stato di riposo, anestesia generale, in presenza di soggetti affetti da lesioni di natura cerebrale, oppure in stato vegetativo.

Persino nei soggetti in stato vegetale e in presenza di gravi lesioni cerebrali sono stati individuati alcuni riflessi motori, compreso il normale ciclo del sonno-veglia, arrivando all’identificazione di quattro schemi pattern cerebrali ricorrenti, collegati all’attività della coscienza. In presenza di un’area cerebrale attiva è stata registrata una maggiore presenza di ossigeno con un maggior richiamo di afflusso sanguigno, riuscendo a determinare con esattezza il momento dell’attivazione.

Gli esami condotti sui soggetti volontari hanno evidenziato specifiche distinzioni che potrebbero rappresentare in futuro i nuovi tasselli per l’identificazione dei marcatori della coscienza umana, volti a stabilire correttamente le varie risposte dei soggetti in parte non coscienti e impossibilitati alla comunicazione verbale. Una delle risposte più irrisolta di sempre in campo scientifico potrebbe avvalersi di questi nuovi dati raccolti al fine di potenziare lo schema neurale caratteristico della coscienza, adattando risposte specifiche in presenza di pazienti in stato di semi-incoscienza o lesioni cerebrali gravi.