Dolore al fianco destro in Gravidanza, cosa può essere?

Dolore al fianco destro in Gravidanza, cosa può essere

Durante il periodo della gravidanza ogni donna risulta particolarmente attenta ai possibili dolori e sintomi anomali avvertiti a livello fisico, spostando la propria attenzione alla sicurezza del proprio bambino.



Con il progredire delle tempistiche sulla gravidanza e l’ingrossamento da parte dell’utero si potrebbero avvertire anche dei dolori interessanti il fianco destro, del tutto simili al corredo sintomatico avvertito durante il ciclo mestruale.

Tale condizione risulta fisiologicamente normale, senza comportare alcun rischio e pericolo per la madre e il nascituro, ma tuttavia sarà fondamentale dimostrarsi in grado di saper riconoscere e valutare i sintomi specifici al fine di non sottovalutare possibili situazioni per le quali ricorrere al parere del proprio medico curante.

Attraverso questo nuovo articolo ci occuperemo di valutare a fondo il dolore avvertito nella zona del fianco destro, cercando di rispondere a tutte le possibili domande e dubbi che potrebbero assalire la gestante all’interno del delicato periodo della gravidanza.

Dolore al fianco destro in Gravidanza, cosa può essere? Tutte le possibili spiegazioni

Come abbiamo già accennato il dolore interessante il fianco destro durante la gravidanza si rivela generalmente come un sintomo del tutto fisiologico. Con il trascorrere delle settimane e dei mesi di gestazione l’utero stesso subirà un processo di aumento del proprio volume, con una conseguente rotazione in direzione proprio del fianco destro.

Anche a livello inguinale sarà quindi del tutto normale avvertire una sensazione simile alla pesantezza e ai dolori classici di un ciclo mestruale. Il dolore avvertito in direzione del fianco destro potrà inoltre dipendere dalla posizione stessa del feto e dell’estremo cefalico in grado di andare a comprimere le strutture nervose e quelle dei tendini.



Tuttavia, nel caso in cui il dolore si presenti sotto forma di crampi non uniformi e a carattere di intermittenza, il corredo sintomatico potrebbe anche evidenziare una colica renale in corso, oppure in’infezione delle vie urinarie. In presenza di sintomi che non tenderanno a scomparire nel giro di breve tempo sarà quindi opportuno rivolgersi alla diagnosi del proprio medico curante.

Il modo migliore per affrontare una gravidanza serena è quello di affidarsi ai controlli programmati, ovvero a tutte le visite necessarie a stabilire un corretto avanzamento della gestazione, valutando la salute della madre e del feto.

I controlli potranno così escludere qualsiasi rischio o sintomo anomalo, valutando anche la posizione del feto in procinto del termine della gravidanza all’interno dell’utero. A tale scopo ci si dovrà sottoporre ad ecografie prestabilite, suddivise in controlli periodici minimi che comprendono: la 7° e l’8° settimana di gestazione al fine di stabilire per la prima volta la sede di pianto (extra o intra uterina), la presunta datazione della gravidanza e la vitalità, oltre che al numero dei nascituri.

Tra la 19° e la 21° settimana ci si dovrà sottoporre ad un’ecografia per stabilire e valutare il grado della crescita del nascituro, oltre allo studio delle strutture anatomiche fetali.

Tra la 30° e la 34° settimana di gestazione si dovranno valutare il ritmo di crescita e il benessere fetale, susseguiti da un monitoraggio frequente degli sviluppi uterini fino al momento della data prevista per il parto.



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