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Differenza tra Miele Biologico e Non

    miele biologico

    Il miele è certamente tra gli alimenti più apprezzati, più ricchi e più salutari che esistano al mondo. Prodotto dalle api, tutti noi ne abbiamo almeno una confezione in casa e la utilizziamo per la colazione, magari spalmata sulle fette di pane tostato, ovvero per addolcire bevande, tè e tisane o finanche per la preparazione di dolci meravigliosi, cui dare un tocco elegante e sopraffino. Come descritto in un nostro articolo, esistono molti preparati quasi miracolosi che annoverano, tra gli ingredienti principali, questo fantastico alimento.

    Le Api e il Miele

    Il miele, come anticipato, è una sostanza derivante da un naturale processo metodico e laborioso, oltre che affascinante, da parte di alcuni insetti che determinano anche la riproduzione delle piante grazie al loro lavoro. Le api raccolgono il nettare, il liquido zuccherino che i fiori producono proprio per attirarli a sé, oppure la cosiddetta melata, sostanza prodotta da piccole farfalle che, dopo aver succhiato la linfa delle piante, la depositano sulle corolle stesse.

    Come detto, questi fantastici insetti, in collaborazione simbiotica con l’ecosistema naturale della flora e della fauna che caratterizza moltissime specie, con il loro lavoro (o meglio quello delle operaie), raccolgono queste sostanze e le trasportano nei favi dell’alveare per stoccarlo come cibo naturalmente. Mediante un processo chimico in un luogo estremamente asettico, quale l’alveare delle api, protetto anche dalla propoli, queste sostanze maturano fino a divenire miele, differenziato a seconda dei fiori da cui proviene il nettare stesso.

    La domanda, a questo punto, è quella del titolo: come fare a capire la differenza tra un miele biologico italiano e uno che, invece, non lo è? Quali sono le caratteristiche e i requisiti per fregiarsi di tale titolo e perché è così importante, visto che sono sempre le api a produrlo? Cerchiamo di capirlo.

     

    Differenze

    La differenza fondamentale tra un miele biologico italiano e uno convenzionale non sta nel prodotto finale, o meglio, lo determina perché cambiano a monte determinati processi. La differenza, dunque, la fa l’apicoltore o l’azienda di apicoltori nel trattamento di quelli che sono i reali operai che producono questa sostanza magica: le api.

    Tra gli elementi fondamentali secondo questa logica che mira a determinare le migliori condizioni possibili per il lavoro delle api, abbiamo:

    • Materiali utilizzati. La cera che compone il nido è fondamentale.
    • Il posizionamento. Anche la posizione del nido determina la qualità del miele. Occorre uno studio specifico dietro questa pratica, al pari della logistica ecologica.
    • Cura degli insetti. Tutte le pratiche che l’apicoltore deve porre in essere perché le api stiano bene e possano lavorare nella produzione del miele (ricordiamo che noi lo prendiamo, ma lo fanno per loro stesse in realtà).
    • Attrezzature. Come in ogni mestiere, anche in questo è fondamentale l’utilizzo di attrezzi idonei e specifici.

    Vediamo alcuni di questi elementi nello specifico cercando di spiegare soprattutto quelli di minor comprensione diretta.

     

    Posizione dell’Arnia

    Seconda la credenza comune degli esperti, il miele biologico in realtà non esiste perché nessuno può sapere né anticipare dove volerà l’ape, dove andrà a posarsi. In realtà questo non è vero: l’apicoltore competente, in base a esperienza e studi, sa benissimo dove andrà a posarsi la sua ape.

    In tutta la sua vita ogni ape compie voli al pari di quanto farebbe nel fare un giro completo del mondo: tuttavia resta fedele alla sua arnia, ovvero non si allontana oltre un raggio di 3 Km anche per non perdersi e aver la forza necessaria per tornare indietro.

    Sapendo questo, è logico trovare una giusta collocazione all’arnia. Se la sistemiamo in un luogo con intorno tutte colture biologiche, allora il miele prodotto sarà naturalmente molto più bio di quello che avremo se le api fossero vicine a strade.

    La capacità di collocare un’arnia nel luogo più idoneo, incide per circa il 20% sulla denominazione di biologico per un miele. Un quinto dunque.

     

    Come Trattare le Api

    Altro elemento fondamentale, forse il più importante perché li racchiude tutti, è senz’altro riferibile a come si trattano le api. Le necessità industriale e consumistiche, si sa, hanno spinto e stanno spingendo sempre più operatori in questi settori a determinare pratiche non proprio naturali e biologiche per rispondere alla domanda.

    Anche nel caso delle api questo concetto è applicabile. Un miele è bio se l’apicoltore non somministra alcun trattamento artificiale, né antibiotici o altri farmaci alle api. L’apicoltore deve solamente rendere ottimali le condizioni in cui le api si trovano e lavorano, lasciando che la natura e la selezione naturale facciano il loro corso. Non deve intervenire, né interferire in alcun modo, compreso quanto accade nell’alveare stesso per quanto concerne la selezione e la definizione della regina, incoronata metaforicamente dalle altre api.

    Le api, come detto, stipano queste sostanze non per il nostro consumo, ma per nutrirsi. Se un miele è bio, l’apicoltore deve rinunciare a parte del guadagno e dare alle api come cibo parte del loro miele. Molto spesso, invece, si utilizzano preparati ad hoc, ovvero sciroppi di glucosio e altri alimenti artificiali che di certo non hanno nulla di naturale, né, tanto meno, di biologico. Solo logica industriale del miele tradizionale.

     

    La Transizione

    Per potersi fregiare del titolo di miele biologico, occorre un periodo di transizione nel quale dovremo investire risorse scarse come il tempo: il passo tra apicoltura tradizionale a quella bio è molto lungo, circa 3 anni nei quali occorrerà avere la pazienza e la capacità di sostenere questa scelta che pagherà nel medio-lungo periodo con la qualità del prodotto, assolutamente di valore superiore.

    Il primo passo è dismettere tutte le arnie finora utilizzate perché questi elementi, le case delle api, assorbono gli elementi inquinanti e tossici che poi finiscono, gioco forza, nel prodotto finale volente o nolente. Dopo questo passo, l’apicoltore che punta a questa scelta, dovrà procurarsi della cera biologica con la quale edificare le nuove strutture per le api.

     

    Miele Grezzo Bio

    Come avrete intuito, il miele è un alimento incredibile, ricco di proprietà e di benefici, ma anche estremamente sensibile all’inquinamento, all’uso di medicinali e pesticidi, antibiotici e qualsiasi altro elemento con cui viene a contatto. Non solo il miele tradizionale, ma anche quello biologico soffre delle medesime problematiche.

    Si parla di miele grezzo proprio perché si agisce in modo da eliminare queste impurità raffinando il prodotto, seppur in modi diversi:

    • Nel miele tradizionale, questo alimento sarà microfiltrato e pastorizzato per eliminare questi elementi nocivi e determinare un miele raffinato. Così facendo, però, si distruggono tutte quelle sostanze termolabili o instabili, oppure sensibili alla forza meccanica e quella termica. Sostanze incredibili presenti nel miele stesso come enzimi, vitamine e minerali si trasformano e volano via nell’aere.
    • Nel miele biologico si cerca di agire a monte proprio in ragione del fatto che a valle non è possibile fare altrimenti. Si adottano tutte le pratiche possibili perché il prodotto non entri a contatto con sostanze tossiche o inquinanti; questa stessa tendenza determina l’importanza stessa del posizionamento e del trattamento che determina il miele grezzo biologico. Questo miele non solo avrà un gusto più intenso, ma sarà più ricco di nutrienti e di benefici, senza il bisogno di trattamenti di tipo industriale.