Cosa mangiare in caso di stitichezza

Cosa mangiare in caso di stitichezza

La stitichezza, comunemente denominata anche stipsi e costipazione, consiste in un disturbo della defecazione che consiste nell’impossibilità di svuotare parzialmente o totalmente l’intestino dalle feci.



Allo stesso tempo la stitichezza prevede anche un indurimento consistente delle feci, accompagnate da una secchezza che ne impedisce il corretto evacuamento, in grado di apportare diversi disturbi al soggetto affetto.

La stitichezza può presentarsi sporadicamente oppure manifestarsi in forma cronica, mentre lo stato delle feci può essere ricondotto ad un eccessivo assorbimento di acqua da parte del colon oppure al transito fecale lento, denominato coprostasi.

I disturbi legati alla stitichezza possono essere ricondotti ad una presenza ridotta della massa fecale, ad una scarsa introduzione di fibre all’interno del regime alimentare, diete squilibrate, utilizzo di diuretici e drenanti, alterazioni elettrolitiche, affezioni organiche del colon, alterazioni funzionali intestinali, ragadi rettali, emorroidi, fistole rettali, neoplasie ano-rettali, tubercolosi intestinale, morbo di Hirschsprung o neoplasie ano-rettali.

Anche in presenza di celiachia si può verificare uno stato di stipsi in quanto, i primi studi medici eseguiti sull’allergia al glutine, prevedevano in realtà un maggior verificarsi di costipazione rispetto alla dissenteria che si tende ad evidenziare oggi tra i sintomi maggiori.

Nei soggetti più piccoli inoltre la stitichezza può rilevare uno stato di intolleranza alimentare o conseguente dieta squilibrata. Lo stato della costipazione inoltre è in grado di influire negativamente sull’organismo con un corredo sintomatico particolarmente fastidioso.



Stitichezza: corredo Sintomatico

In presenza di stitichezza si potranno accusare una serie di sintomi diversi, in base al soggetto, tra cui: mal di testa, gonfiore addominale, acne, orticaria, eczema, diminuzione dell’appetito, coliche d’aria, senso di spossatezza e malessere generale, senso di defecazione incompleta, ragadi, lacerazioni della mucosa anale, dolori addominali.

Le cause specifiche possono essere diverse, come descritte nelle righe precedenti, mentre è stato valutato che un utilizzo eccessivo dei lassativi può condurre l’organismo a serie complicazioni di salute.

Tra le cause più comuni tuttavia si trovano una dieta alimentare inadeguata, sindrome dell’intestino irritabile, cattive abitudini comportamentali.

Anche la posizione in cui si defeca risulta fondamentale e spesso errata all’interno dei bagni standard dove la posizione seduta ad angolo di 90 gradi non favorisce un corretto processo di evacuazione delle feci. La posizione ideale dovrebbe quindi essere sorretta da un rialzo al di sotto dei piedi in modo tale da andare a formare un angolo di 35 gradi.

Stitichezza: che cosa mangiare

In presenza di stitichezza si potrà optare per una modificazione coscienziosa del proprio regime alimentare, attraverso una scelta degli alimenti più indicati e ricche di fibre.

Frutta e verdura risultano particolarmente consigliate in presenza di stipsi tra cui: carote, barbabietole, broccoli, finocchi, cavolfiori, sedano, spinaci, peperoni, melanzane, funghi, zucchine, carciofi, patate sotto forma di purea o lessate, kiwi, nespole, fichi, mele cotte, prugne secche, prugne cotte, pere, banane soltanto se particolarmente mature.

Si dovranno preferire farine integrali, legumi cereali integrali, yogurt, semi, un corretto apporto di acqua giornaliero, camomilla, tisane naturali lassative solamente in casi di estrema necessità, mentre il latte si trova ancora al centro di numerose polemiche in merito alla sua azione.