Cosa mangiare in caso di gotta

Cosa mangiare in caso di gotta

La gotta consiste in una patologia a carico del metabolismo caratterizzata principalmente da attacchi violenti di artrite infiammatoria acuta in grado di provocare i sintomi comuni del rigonfiamento, del dolore e dell’arrossamento. Tale corredo sintomatico è rappresentato dal deposito di cristalli di acido urico e iperuricemia.



Nel 50% delle casistiche l’articolazione metatarso-falangea dell’alluce risulta la più colpita in presenza di gotta, assumendo la denominazione di “podagra”. Allo stesso tempo l’acido urico può arrivare a depositarsi all’interno dei tendini e tessuti creando i tipici tofi fino alla comparsa della nefropatia gottosa a livello dell’apparato renale.

Il metodo di diagnostica della gotta consiste in una rilevazione di caratteristici cristalli aghiformi all’interno del liquido sinoviale. In presenza di una corretta terapia farmacologica il soggetto affetto potrà tenere sotto controllo i livelli di acido urico tramite l’impiego di antinfiammatori non steroidei, colchicina o steroidei.

Oltre alle terapie farmacologiche i soggetti dovranno modificare il proprio stile di vita e le proprie abitudini alimentari. La gotta, soprattutto durante gli ultimi decenni, ha colpito circa il 2% della popolazione occidentale in correlazione con la sindrome metabolica e una maggiore prospettiva di vita, mentre in passato la patologia era definita la “malattia dei re” a causa dell’eccessiva alimentazione ricca e al consumo di bevande alcoliche.

La gotta può manifestarsi a seconda di diverse motivazioni riferite non soltanto all’alimentazione ma anche in presenza di una predisposizione genetica. Tuttavia l’alimentazione rientra tra le cause scatenanti nel 12% delle casistiche dovute agli eccessi di alcool, carne, frutti di mare, bevande zuccherate. Tra gli altri fattori scatenanti si trovano anche traumi e interventi chirurgici.



In presenza di gotta lieve il processo infiammatorio potrebbe persino guarire spontaneamente senza alcuna complicazione, fino al completo assorbimento della matrice amorfa centrale, mentre molto spesso la patologia si presenta attraverso un insieme di altri sintomi quali ipertensione, obesità, insulino resistenza, avvelenamento da piombo, insufficienza renale cronica, psoriasi, anemia emolitica, trapianti dii organi, sindrome di Lesch-Nyhan.

Tra i farmaci associati al rischio di gotta si trovano i diuretici, la niacina, l’aspirina, farmaci immunopressori. Nelle righe successive analizzeremo nello specifico quali alimenti assumere in presenza di un’infiammazione dovuta alla gotta.

Gotta: che cosa Mangiare

L’alimentazione ideale per contrastare e prevenire l’insorgere della gotta consiste in una suddivisione ad opera di: 27% dell’energia proveniente da grassi, il 55% dai carboidrati e il restante 18% dalle proteine.

In presenza di gotta si potrà optare per un’alimentazione a base di: latte e formaggi, verdura (che non dovrà superare la quantità delle purine medio alte) fagioli, piselli, funghi, asparagi, cavolfiori, spinaci, pasta, cereali ricchi di amido, frutta (fatta eccezione per quella molto zuccherina).

Gli alimenti da evitare saranno invece: bevande zuccherate, bevande alcoliche, cachi, banane, uva, fichi, pesce azzurro come alici, acciughe e sardine, estratto di carne, selvaggina, frattaglie come fegato, animelle, rognone, cervello. Un menù giornaliero ideale potrebbe essere rappresentato dal seguente esempio:

  • Colazione: 1 bicchiere di latte scremato, 50 grammi di pane con un velo di marmellata senza zucchero;
  • Spuntino: 1 frutto
  • pranzo: risotto al pomodoro con mozzarella di bufala
  • Merenda: 1 frutto
  • Cena: frittata al forno, verdure miste, una fetta di focaccia.