Cosa mangiare in caso di emorroidi

Cosa mangiare in caso di emorroidi

Le emorroidi si presentano come strutture vascolari interessanti il canale anale dedite al controllo della continenza fecale. Quando le emorroidi si infiammano o si gonfiano assumono un’origine patologica in grado di provocare diversi disturbi causando la sindrome emorroidaria, più comunemente conosciuta con il termine emorroidi.



In ambito medico le emorroidi vengono spesso fraintese dai pazienti e dallo stesso personale sanitario, confondendole spesso con ulteriori disturbi quali il prurito anale, le ragadi, le fistole ano-rettali, il cancro al retto, cisti pilonidali, cisti sebacee.

Le emorroidi rappresentano una componente fisiologica normale che agisce come dei veri e propri cuscinetti, composti a loro volta da strutture artero-venose-anastomizzate e da tessuto connettivo ad alto contenuto di fibre elastiche e collagene.

In presenza di un’infiammazione o del gonfiore delle emorroidi si dovranno apportare tutte le modifiche alimentari necessarie, arrivando all’impiego di specifiche creme rettali, terapie farmacologiche e intervento chirurgico nei casi più estremi.

Emorroidi: sintomi specifici

In presenza di un’infiammazione e di un gonfiore delle emorroidi si dovranno apportare modifiche a livello dietetico e un maggiore apporto di idratazione per la salute dell’organismo e della consistenza fecale.

Le emorroidi si potranno inoltre distinguere fra interne ed esterne, oppure presentare entrambi i sintomi. Emorragie rettali in grado di compromettere la salute del soggetto affetto si rivelano essere particolarmente rare, allo stesso modo delle conseguenti anemie.

Molti soggetti, vergognandosi della parte intima del retto, si ritrovano a richiedere aiuto medico in uno stato ormai avanzato dell’infiammazione e del gonfiore.



Le emorroidi esterne non trombotiche causano generalmente lievi disturbi, mentre in presenza di una trombosi i disturbi possono sfociare in gravi conseguenze. Emorroidi particolarmente gonfie possono causare pruriti e difficoltà nella defecazione.

Le emorroidi interne si presentano invece quasi sempre senza un corredo sintomatico con conseguente sanguinamento rettale, in particolar modo durante i movimenti intestinali, una condizione definita come “ematochezia”. Oltre al sanguinamento si presentano anche prurito e incontinenza fecale. Le emorroidi interne divengono invece dolorose in presenza di una trombosi o di una necrosi, portando il soggetto a soffrire di costipazione.

Emorroidi: alimentazione corretta da seguire

In presenza di un’infiammazione delle emorroidi sarà preferibile assumere un maggior apporto di fibre, frutta, verdura e soprattutto crusca. Tra le bevande sono consigliate soprattutto i succhi di frutta derivanti da bacche scure mescolati al succo di mela, ciliegie, more o mirtilli.

Anche la bacche di ribes nero e rosso vengono solitamente indicate, nel dosaggio giornaliero di 1 o 2 bicchieri oltre all’apporto di acqua necessario. Dovranno essere consumati alimenti ricchi di ferro, aggiungendo alla propria alimentazione anche zenzero, cipolla e aglio in grado di favorire la scissione della fibrina, indispensabile per la riparazione dei traumi e delle lesioni all’interno dell’organismo.

Tra i condimenti più indicati si dovrà optare per olio extra vergine di oliva, olio di semi di lino, aceto di mele.

Emorroidi: alimenti sconsigliati

In presenza di emorroidi infiammate si dovranno momentaneamente eliminare alimenti come: farine raffinate, farinacei, dolci, snack, preparati industriali, cotture eccessivamente grasse, fritture, cibi piccanti, cibi da forno, alimenti a basso apporto di fibre, evitando anche bevande gassate e zuccherate.