Cosa mangiare in caso di colite

Cosa mangiare in caso di colite

La colite, in campo medico, rappresenta un’infiammazione del colon al secondo tratto dell’intestino crasso. Questa terminologia veniva ampiamente utilizzata in passato per comprendere un’ampia serie di sintomi relativi al colon, mentre il suo utilizzo dovrebbe invece essere limitato alle affezioni specifiche di tale tratto.



In presenza di una colite i sintomi che colpiscono il soggetto possono essere molteplici in grado anche di ricollegarsi ad atri organi oltre al colon, come ad esempio il tratto urinario. La diagnostica medica per la rilevazione della colite si riserva di effettuare analisi a raggi X del colon, analisi del sangue, analisi delle feci, colonscopia, sigmoidoscopia e plus.

Uno dei tipici segni rilevabili dai test clinici per individuare la presenza di una colite è il VES, in inglese “erythrocyte sedimentation rate”, che presenta generalmente un alto tasso di sedimentazione degli eritrociti.

Alcune specifiche patologie sono inoltre in grado di simulare gli stessi disturbi della colite, pur differenziandosi dalla causa originale tra cui alcune patologie organiche dell’apparato gastroenterico come celiachia, tumori, colite ulcerosa, Crohn, calcolosi biliare, sindrone post-colicistectomia, malattie endocrine e neurologiche del sistema connettivo.

Colite: Sintomi specifici

In presenza di una colite potranno essere avvertiti i seguenti sintomi: dolore addominale molto spesso attenuati al momento della defecazione, variazioni ed alterazioni a carico della consistenza delle feci, sensazione di bruciore alla gola e in bocca, alitosi, difficoltà nella deglutizione, sapore amaro in bocca, reflusso gastroesofageo.

Mal di stomaco, nausea, vomito, bruciore di stomaco, borborigmi intestinali, dolore al perineo, dolore all’ano, senso di sazietà precoce, sintomi legati all’apparato urinario, dolori muscolari, dolori ai tendini, cefalea, costipazione, ulcere, sanguinamenti in presenza di coliti ulcerose, eritema, sanguinamento rettale, sonnolenza, vertigini, dissenteria, svuotamento della vescica difficoltoso, nicturia, senso di occlusione della glottide, rapida perdita di peso anomala.



Colite: le varie tipologie del disturbo

Tra le forme di colite più comuni si trovano la colite ulcerosa, la colite di Crohn, colite fulminante, colite infettiva, colite chimica, colite microscopica, colite linfocitica e colite atipica.

Una sottospecie della colite è rappresentata anche dalla colite pseudomembranosa derivante da un’infezione tossica. Alcune infezioni da parte di parassiti possono inoltre sfociare in diverse tipologie di colite per le quali sarà richiesta una diagnosi medica.

La colite fulminante si presenta con un quadro clinico grave accompagnato da dissenteria, febbre, anemia, gravi dolori a livello addominale, con sintomi simili alla setticemia, con conseguente necessità di un intervento chirurgico nella maggior parte dei casi.

Colite: cosa mangiare

In presenza della diagnosi medica accertata di una colite sarà opportuno modificare il proprio stile di vita alimentare preferendo una serie di cibi, eliminando tutti gli alimenti potenzialmente dannosi per la condizione della patologia.

Tra gli alimenti da preferire si troveranno: minestroni a base di avena, riso, tapioca, orzo, passati verdure, carne bianca cotta al vapore oppure ai ferri, pesce lessato, purea, verdure lessate, frutta cotta, formaggi non fermentati, yogurt, anice stellato, finocchio come spezia, cannella, carvi.

L’apporto di acqua dovrà corrispondere ad almeno 1,5/2 litri giornalieri, evitando cibi e bevande eccessivamente fredde o calde, preferendo una masticazione lenta, assumendo frutta cotta lontano dai pasti.