Cosa mangiare in caso di cistite

Cosa mangiare in caso di cistite

La cistite consiste in un’infiammazione della vescica urinaria dove vengono raccolte le urine in grado di provocare un fastidio più o meno intenso a seconda del disturbo e della sua gravità.



Nella maggior parte dei casi l’infiammazione coinvolge il tessuto interno che riveste le vie urinarie, denominato urotelio. La cistite rientra nel gruppo delle infiammazioni più frequenti del tratto urinario, seconde soltanto alle infezioni del tratto respiratorio, ragione per la quale costituiscono il maggior numero di esami svolti all’interno di un laboratorio  di batteriologia.

Dal punto di vista del quadro clinico la sintomatologia si caratterizza da una varietà di disturbi, alcune volte persino silente, oppure sfociando nella sua forma più grave e aggressiva definita pielonefrite acuta. Proprio per questo le cistiti possono essere classificate in forme non complicate, ricorrenti e acute, e in forme complicate.

Solitamente tuttavia le cistiti si differenziano in forme acute, nella rara Pielonefrite acuta, e in sovrainfezioni micotiche favorite dalle terapie antibiotiche come la Candida. Le forme croniche di cistite si dividono in contrattura pelvica, pielonefrite cronica, vestibolite vulvare, dispareunia e urotelioma.

Cistite: corredo sintomatico

In presenza dell’infiammazione del tratto urinario denominata cistite sarà possibile avvertire una seri di sintomi diversi fra loro, talvolta particolarmente fastidiosi per i quali sarà necessario il supporto di una terapia medica specifica.

Generalmente le infezioni che causano la cistite derivano dai batteri del colon, classificati nel 65-75% dei casi dell’Escherichia coli, Streptococcus o germi aerobi della flora fecale. 



L’uretra delle donne si presenta più corta di quella maschile, per una dimensione di circa soli 5 centimetri contro l’uretra degli uomini a 16 centimetri. Questa differenza comporta un aumento generale delle infezioni femminili da parte dei batteri per contaminazione fecale maggiormente in grado di risalire l’uretra verso la vescica.

Quasi una donna su tre può affermare di aver avuto almeno un caso di cistite nella vita, mentre altre sono affette da infiammazioni decisamente più frequenti che si manifestano anche più volte all’interno dello stesso anno.

Tra i sintomi di una cistite si trovano: dolore pelvico, sensazione di una minzione frequente e dolorosa, disuria, piuria, ematuria, stranguria.

I rischi di un’infiammazione del tratto urinario e della vescica possono essere incrementati anche dai rapporti sessuali, l’utilizzo del diaframma, stipsi, creme spermicide, stati infiammatori della prostata e ipertrofia. Le diagnosi prevedono un esame delle urine e urinocoltura.

Il trattamento prevede in genere la prescrizione di terapie antibiotiche.

Cistite: che cosa mangiare

In presenza di una cistite sarà opportuno modificare il proprio regime alimentare al fine di non peggiorare lo stato dell’infiammazione.

Prima di tutto sarà necessario assumere un corretto apporto di acqua compreso in almeno 2 litri di acqua al giorno, per un massimo di 3 litri in presenza dell’infiammazione, per facilitare la fuoriuscita dei batteri.

La frutta in generale e in particolare i mirtilli vengono consigliati contro gli stati infiammatori causati dalla cistite, la verdura, i cereali integrali, alimenti probiotici come lo yogurt.

Cistite: alimenti da evitare

In presenza di una cistite si dovranno momentaneamente evitare alcuni alimenti tra cui: dolci, cioccolato, alcool, caffè, spezie piccanti, insaccati, cibi e condimenti eccessivamente grassi e conditi.