Atenololo, a cosa serve, come usarlo e controindicazioni

Atenololo, a cosa serve, come usarlo e controindicazioni

A che cosa serve l’Atenololo e quando deve essere somministrato al fine di contrastare uno specifico corredo sintomatico? Il farmaco Atenololo consiste in un principio attivo che si ritrova comunemente impiegato in diverse categorie di prodotti farmacologici.



Generalmente l’Atenololo viene impiegato per contrastare alcune forme di aritmia facendo parte dei medicinali betabloccanti selettivi. L’Atenololo viene somministrato nei soggetti in presenza di elevati livelli pressori a serio rischio per lo stato di salute degli organi interni.

Una pressione eccessivamente alta può causare, con il trascorrere del tempo, danni irreparabili agli organi interni arrivando persino a comportare il decesso del soggetto stesso nei casi più gravi. L’azione del farmaco Atenololo viene impiegata al fine di poter abbassare i livelli preoccupanti della pressione contro le patologie dell’ipertensione.

L’Atenololo si presenta inoltre come un calmante dei battiti cardiaci eccessivamente alterati ed accelerati, riducendo l’affaticamento cardiaco, impiegato anche a contrasto dei sintomi dell’angina e delle aritmie.

Farmaco Atenololo: dosaggi consigliati

Quali sono i dosaggi da seguire in presenza di una terapia farmacologica a base di Atenololo? Il farmaco dovrà essere assunto per via orale con abbondante acqua, prescritto dal proprio medico sulla base di una diagnosi che ne contemplerà l’utilizzo necessario.

L’Atenololo necessiterà quindi di una ricetta da presentare presso la farmacia di acquisto, assunto generalmente nei dosaggi di una compressa al giorno. In caso di una diversa raccomandazione di assunzione prescritta dal proprio medico si potranno variare le dosi standard consigliate.



Qualora il soggetto dovesse dimenticare di assumere la compressa di Atenololo potrà assumere la dose consigliata entro un lasso di tempo il più breve possibile, mentre in presenza di più di otto ore di tempo trascorso dall’ultima assunzione si dovrà assumere il dosaggio successivo tralasciando il precedente.

L’Atenololo non dovrà inoltre essere interrotto improvvisamente senza interpellare il proprio medico curante. La terapia dovrà essere stabilita e concordata insieme al proprio medico per l’intero arco temporale dell’osservanza d’assunzione, mentre nei casi più seri lo stesso farmaco potrà richiedere un’assunzione a vita da parte del soggetto.

Farmaco Atenololo: principali effetti collaterali e controindicazioni

Ogni farmaco, accompagnato da ricetta medica o meno, presenta inevitabilmente degli effetti collaterali che dovranno essere attentamente vagliati durante il momento dell’assunzione.

L’Atenololo potrebbe comportare alcuni effetti collaterali a riguardo del fegato e della produzione della bile, dell’apparato gastrointestinale, presentando sintomi quali nausea, dispnea, stipsi oppure dissenteria, secchezza a livello delle fauci.

Si potrebbero inoltre presentare disturbi a livello dell’apparato cardio-circolatorio con conseguente bradicardia e ipotensione, coinvolgendo anche il sistema nervoso con conseguente confusione mentale, stati allucinatori, cefalea, stati depressivi, letargia.

L’Atenololo potrebbe comportare più raramente disfunzioni sanguigne come trombocitopenia e granulocitopenia nonché  casi di porpora. Tra le principali controindicazioni si registrano casi si asma e broncospasmo, mentre anche i soggetti affetti da diabete mellito dovranno essere sottoposti attentamente ai relativi controlli medici.

L’assunzione di Atenololo in stato di gravidanza non sembra aver registrato casistiche di controindicazioni gravi ma anche in tal caso la gestante dovrà rivolgersi al proprio medico, assumendo il farmaco sotto estrema necessità poiché la sua azione è in grado di oltrepassare le barriere della placenta finendo per accumularsi nel latte materno.