Adenoma Ipofisario: Sintomi, Diagnosi, Trattamenti

Che cosa si intende per Adenoma Ipofisario? Innanzitutto occorre partire dal ruolo dell’ipofisi, ovvero la ghiandola  pituitaria endocrina di modeste dimensioni localizzata all’interno del cranio in prossimità della struttura ossea denominata sella turcica, a sporgenza dal seno sfenoidale al di sotto del chiasma, dei nervi ottici e dell’ipotalamo tramite la connessione con il peduncolo ipofisario.



La ghiandola dell’ipofisi viene suddivisa in due parti denominate anteriore, adenoipofisi, e posteriore detta neuroipofisi, integrando all’interno alcune importanti strutture quali i nervi cranici, l’arteria carotide interna e il seno cavernoso. Nella maggior parte delle insorgenze gli adenomi non presentano una causa ereditaria, andando ad alterare la struttura delle cellule.

Attraverso questo nuovo articolo ci occuperemo di approfondire tutte le caratteristiche di insorgenze dell’Adenoma Ipofisario, soffermandoci in particolar modo sul corredo sintomatico, le cause, la diagnosi corretta e gli eventuali trattamenti ai quali è possibile sottoporsi.

 Adenoma Ipofisario: cause e ruolo dell’Ipofisi

La ghiandola dell’Ipofisi presenta molteplici funzionalità, risultando fondamentale all’interno dei processi dell’organismo, intervenendo nella produzione di alcuni ormoni quali ACTH, TSH, GH, PRL, LH e FSH, regolando alcune funzioni vitali specifiche come lo sviluppo neuropsichico, la crescita, il comportamento sessuale e la funzione riproduttiva, il metabolismo energetico, la gravidanza e il periodo dell’allattamento, le risposte allo stress, la regolazione del bilancio energetico, la regolazione del bilancio idrico ed elettrolitico e la regolazione della temperatura corporea.



L’Adenoma Ipofisario può comportare cause ereditarie genetiche originandosi in un tumore benigno a livello dell’adenoipofisi distinguendosi in due diversi aspetti: le forme funzionanti a secrezione eccessiva di ormoni detta anche sindrome iperfunzione ormonale; forme non funzionanti le quali si basano invece sulle dimensioni del tumore in microadenomi corrispondenti a < 1 cm o macroadenomi > 1 cm. L’Adenoma Ipofisario si distingue inoltre da altre forme di tumore come il craniofaringioma e i meningiomi, comprendendo in maniera meno frequente l’insorgenza di metastasi ipofisarie.

La forma tumorale data dall’Adenoma Ipofisario va a costituire il 10% delle neoplasie intracraniche, comportando un alto livello di mortalità in pazienti affetti da questa patologia, determinando sintomi precisi per i quali ricorrere immediatamente al parere del proprio medico.

Adenoma Ipofisario: sintomi e trattamenti

I sintomi legati all’Adenoma Ipofisario si collegano direttamente alle dimensioni della forma tumorale, comprendendo cefalea e disturbi a livello visivo, disturbi collegati all’alterazione ormonale a carico del ciclo mestruale femminile, a carico del desiderio sessuale, delle modifiche corporee, dei livelli circolanti di colesterolo e trigliceridi, alterazioni di sodio e potassio, osteopenia e osteoporosi.

Odiernamente non sono state collegate cause di rischio in rapporto all’insorgenza dell’Adenoma Ipofisario, mentre alla base della diagnosi si trova la Risonanza Magnetica con e senza mezzo di contrasto, intervenendo a livello chirurgico tramite un approccio generalmente transnasosfenoidale, limitando a rari casi l’approccio invece transcranico.

I trattamenti farmacologici prevedono l’impiego di dopamino-agonisti, utilizzando gli analoghi della somatostatina nei GH-omi e TSH-omi, servendosi della terapia radiante a seguito della chirurgia nel caso in cui le scelte precedenti non assicurino al paziente un controllo totale sulla malattia. L’Adenoma Ipofisario rappresenta una patologia complessa e difficile da trattare andando a colpire la maggior parte dei processi ormonali vitali per il soggetto.



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