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Mignolo a Scatto rimedi della nonna



Che cosa significa esattamente “mignolo a scatto”? Solitamente la sindrome viene indicata anche con il nome di “dito a scatto”, ma la sua terminologia specifica medica scientifica comprende il nome del disturbo in tenosinovite stenosante.

Il mignolo a scatto interessa principalmente la membrana protettiva del tendine, la stessa contenente tenosinovia, la sostanza che permette sia i movimenti che i piegamenti delle dita. In stato di una carenza di lubrificazione da parte della tenosinovia il dito rimane bloccato durante l’azione del movimento, mentre per poter ritornare al suo stato originale compie una sorta di scatto, da qui il nome “mignolo o dito a scatto”.

Quando la carenza di lubrificazione del tendine impedisce il corretto piegamento delle dita si avverte un dolore a livello del palmo della mano, molto più acuto in direzione della base del dito colpito. Spesso diventa possibile percepire, al tatto, la presenza di un nodulo a livello del tendine.

Ma il verificarsi di tale disturbo non rientra fra le patologie classificate come “serie o gravi”. Generalmente il mignolo a scatto è più frequente al mattino, in seguito ad un riposo notturno in cui le dita di entrambe le mani sono rimaste in posizione statica, per migliorare invece in presenza di movimenti.

Come si interviene sul mignolo a scatto? I medici consigliano alcuni esercizi specifici da svolgere in completa autonomia, evitando di stringere troppo la mano a pugno.

In presenza di altre patologie il mignolo a scatto potrebbe rivelarsi un effetto del diabete e dell’artrite reumatoide.

 



I RIMEDI DELLA NONNA PER IL MIGNOLO A SCATTO

Massaggi e maniluvi tiepidi: massaggi e maniluvi aiutano a distendere i muscoli e i nervi, allentando la tensione psicofisica. E’ preferibile scegliere la sera per effettuarli oppure il mattino presto.

Pausa riposo: il disturbo del mignolo a scatto sembra colpire maggiormente le donne, solitamente in una fascia di età compresa fra i 40 e i 60 anni. Brevi pause durante lo svolgimento del lavoro o delle quotidiane funzioni potrebbe migliorare la condizione del disturbo.

Ghiaccio: impacchi di ghiaccio riducono il dolore e lo stato infiammatorio del tendine e dovranno essere effettuati per almeno 10/15 minuti, senza esercitare troppa pressione.

Calore: gli impacchi di calore potranno essere applicati attraverso l’impiego di immersioni in acqua tiepida.

Allungamento del tendine: effettuare degli esercizi, cercando di allungare il tendine del dito colpito, un pò come avviene in presenza di un crampo quando si cerca di intervenire prontamente.

Fascia elastica o tutore: questo rimedio potrebbe rivelarsi utile soprattutto durante il periodo notturno aiutando il dito a rimanere in una posizione distesa.

 

In casi più gravi si dovrà ricorrere ad un intervento medico chirurgo, andando ad incidere la base del dito per poter bloccare il tendine e restituire la mobilità necessaria al dito.

Questo approccio viene valutato soltanto in presenza di un’effettiva immobilità, dolore, e in assenza di risultati attraverso una cura farmacologica di medicinali. L’intervento chirurgico durerà in media dai 5 ai 20 minuti, effettuato in anestesia locale, senza complicazioni per il paziente. In seguito sarà consigliato un breve percorso riabilitativo di fisioterapia.